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wikitelaio2017:appunti_lez015

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wikitelaio2017:appunti_lez015 [2017/05/18 09:15]
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Linea 22: Linea 22:
  
 ''mentat2013.1 -ogl -glflush'' ''mentat2013.1 -ogl -glflush''
 +
 **ATTENZIONE!**: durante l’esercitazione non bisogna mai chiudere il terminale, altrimenti chiude tutti  programmi aperti in esso. **ATTENZIONE!**: durante l’esercitazione non bisogna mai chiudere il terminale, altrimenti chiude tutti  programmi aperti in esso.
  
Linea 163: Linea 164:
  
 {{:wikitelaio2017:22_03_2017_15.jpg?400|}} {{:wikitelaio2017:22_03_2017_15.jpg?400|}}
 +
 +Ora lancio il calcolo dal menù principale:
 +
 +''RUN-->SAVE MODEL-->SUBMIT(1)''
 +
 +Apriamo il file dei risultati facendo "OPEN POST FILES (RESULTS MENU’)". Guardando la deformata, ci accorgiamo che gli spostamenti in z non sono nulli e invece dovrebbero esserlo. Chiudiamo il file dei risultati con il tasto "CLOSE" e facciamo alcune modifiche al modello.
 +**ATTENZIONE:**Alcuni problemi potrebbero essere causati anche da nomi di file con parentesi, spazi o caratteri strani. A volte conviene fare un reset prima di "SUBMIT".
 +
 +Se volessimo riaprire il file dei risultati, dal menù principale clicco:
 +
 +''POSTPROCESSING RESULTS-->OPEN-->monoelemento_piastra_v000_curvatura_kxy_unitaria.T16''{{:wikitelaio2017:22-03-2017-cattura.jpg?400|}}
 +
 +**NOTA:**il file .T16 apparso nella cartella di lavoro è proprio il file dei risultati. Ovviamente il nome dipende dal nome scritto nel "JOBS"
 +
 +Andiamo ad analizzare le modalità di visualizzazione; con la prima parte del menu”OPEN POST FILES”, è possibile aprire e chiudere il file dei risultati, nonché visualizzare i risultati nei vari incrementi temporali (con i comandi “PREVIOUS” e “NEXT”).
 +Nel nostro caso, vi è solo l’istante 0, per cui non è possibile visualizzare altri incrementi temporali.
 +La parte del menu denominata “DEFORMED SHAPES” consente di visualizzare la struttura nella sua configurazione deformata o indeformata;  in particolare, è possibile visualizzare la configurazione originale, quella deformata e le due configurazioni originale e deformata a confronto.
 +In ciascun blocco di menu, vi è l’opzione “SETTINGS”, utile a impostare i dettagli di visualizzazione.
 +In particolare, il menu “DEFORMED SHAPE SETTINGS” permette di definire le opzioni di visualizzazione delle varie configurazioni; ad esempio, è possibile definire se la configurazione deformata può essere visualizzata in scala 1:1 (scala naturale), oppure amplificata (ad esempio 1:9).
 +In genere, le deformate vengono visualizzate in scala amplificata, in quanto un componente soggetto ad un carico non si deforma vistosamente.
 +La modalità “AUTOMATIC” consente di rendere vistose le deformazioni.
 +Il comando “SHOW FACTOR” è utile nel caso in cui si debba inviare uno screenshot della simulazione indeformata e amplificata. 
 +Una volta ottenuta la configurazione deformata, se si vogliono visualizzare gli spostamenti lungo l’asse z sulla struttura, si procede come segue (dal menù principale):
 +
 +''RESULTS-->SCALAR-->DISPACEMENT Z''
 +
 +{{:wikitelaio2017:22-03-2017-cattura_2.jpg?400|}}
 +
 +
 +Posso chiedere di visualizzare lo spostamento lungo z a bande colorate, selezionando la modalità “CONTOUR BANDS”.
 +
 +**NOTA:**Il Mentat crea un intervallo di valori dello scalare selezionato, in circa 10 step, dal minimo al massimo valore rilevato sulla porzione visibile di struttura. In questo caso, entrambi i valori sono dell’ordine di 10 e-10.
 +Se si chiedesse di visualizzare la rotazione intorno all’asse x in luogo dello spostamento lungo l’asse z, si noterebbe che essa varia tra -0.5 rad e +0.5 rad. Stesso discorso per la rotazione intorno all’asse y. Ciò è visibile dalla mappa colorata.
 +Volendo poi visualizzare la tensione equivalente di Von Mises, bisogna richiedere di visualizzarla al top layer, al middle layer ed al bottom layer.
 +**ATTENZIONE:**Non lasciare mai l’opzione “default”!! In questo caso, lo scalare in questione viene fornito solo sul piano medio, il che non è utile nel caso considerato. In tal modo, una piastra in pura flessione risulterebbe scarica, in quanto la tensione equivalente di Von Mises al piano medio è nulla.
 +Vogliamo, adesso, vedere le rotazioni. Per fare ciò, bisogna innanzitutto chiudere il file dei risultati:
 +
 +''MAIN MENU’-->POSTPROCESSING RESULTS-->CLOSE''
 +
 +Occorrono a tal punto due nodi da collegare con moto di corpo rigido all’elemento in questione:
 +
 +''MAIN MENU’-->MESH GENERATION-->NODES-->ADD''
 +
 +dando le seguenti coordinate:
 +^ COORDINATA  ^ PRIMO NODO  | SECONDO NODO  |
 +| X           | -1          | -1            |
 +| Y           | -1          | -1            |
 +| Z           | -0.5        | +0.5          |
 +
 +Tali nodi sono liberi di muoversi nello spazio, non essendo vincolati ad altri nodi dell’elemento.
 +Una volta creati questi due nodi, ritornare al menu principale ed entrare nel menu LINKS e selezionare i vincoli di tipo “RBE2” (Rigid Body Element 2).
 +
 +Selezionare il comando NEW Adesso, è necessario impostare un nodo di riferimento, che guida il moto del corpo rigido (retained).
 +
 +Si tratta del nodo di controllo del corpo rigido; in particolare, il corpo rigido trasla se il nodo di controllo trasla e ruota se il nodo di controllo ruota.
 +Si considera come nodo di controllo un nodo sul piano di riferimento, ad esempio il nodo 1 (-1,-1,0).
 +Vi sono poi dei nodi vincolati al corpo rigido (TIED NODES), il cui moto dipende dal moto del nodo di controllo (con legge di moto di corpo rigido).
 +Si scelgono come tied nodes i nodi nelle posizioni (-1,-1,-0.5) e (-1,-1,+0.5), per poi dare il comando “END LIST(#)”.
 +I due nodi vincolati devono seguire il corpo rigido in tutti e sei i suoi gradi di libertà (D.O.F.); pertanto, i sei gradi di libertà devono essere tutti selezionati. In tal modo, i nodi vincolati si muovono seguendo il corpo rigido.
 +Bisogna tener presente che non è possibile vincolare i nodi legati al corpo rigido, mentre è lecito vincolare il nodo di controllo (in quanto guida lo spostamento del corpo rigido).
 +Allo stesso modo, un nodo non può appartenere a due corpi rigidi diversi.
 +Una volta creati il nodo di controllo e i nodi vincolati, supponiamo di voler propagare questi tre nodi anche ai quattro vertici.
 +Per fare ciò, si ritorna al menu principale:
 +
 +''MESH GENERATION-->DUPLICATE ''
 +
 +ciò, ci consente di duplicare oggetti per traslazione o rotazione.In questo caso, si vogliono duplicare per traslazione i tre nodi considerati (nodo di controllo e nodi vincolati) a metà, a un quarto, a tre quarti e all’estremità.
 +Siccome bisogna duplicare in traslazione, impostare dal sotto menu “TRANSLATIONS” il valore x=0.5 (cioè il passo di traslazione in direzione x). Impongo 4 ripetizioni della duplicazione.
 +In alternativa, cliccare su “FROM/TO”; in questo modo è possibile selezionare il punto di partenza della duplicazione ed il punto di arrivo direttamente sul modello.
 +Una volta impostati i parametri di duplicazione, si applicano tali parametri agli RBE2 (selezionare “RBE2” nel menu).
 +
 +{{:wikitelaio2017:22_03_2017_18.jpg?400|}}
 +
 +A questo punto, selezionare nel modello gli RBE2 ai quali si vuole applicare la duplicazione. Nel nostro caso, selezionare l’unico RBE'2 presente e dare il comando “END LIST(#)”. Si sono ottenuti cinque RBE2.
 +Se si vogliono duplicare gli RBE2 in y si procede allo stesso modo.
 +Nel momento in cui viene duplicato un RBE2, vengono duplicati anche i nodi che li definiscono. Tuttavia, i nodi duplicati mantengono anche le Boundary Conditions del nodo duplicato; ciò non è desiderato nel nostro caso, in quanto vogliamo che i vincoli interni seguano i moti della piastra.
 +Allora, si eliminano dalla Boundary condition i nodi interni.
 +Si ritorna al menu principale, si va nel menu “BOUNDARY CONDITIONS” e si rimuovono i nodi interni dalla lista a cui è associata la boundary condition.
 +
 +{{:wikitelaio2017:22_03_2017_19.jpg?400|}}
 +
 +''NODES-->REMOVE'' e selezionare i nodi interni, ad esclusione dei vertici, e dare il comando END LIST(#).
 +Una volta fatto ciò, restano 7 nodi. Vi sono alcuni nodi doppi.
 +Per eliminare i nodi in eccesso, bisogna ritornare al menu’ “MESH GENERATION” e selezionare il comando “SWEEP”. In questo modo, i nodi che occupano più o meno la stessa posizione spaziale vengono collassati in una unica entità. E’ possibile definire una tolleranza (comando “TOLERANCE”), che di default è pari a 10e-4
 +
 +{{:wikitelaio2017:22_03_2017_20.jpg?400|}}
 +
 +Si va ad applicare il comando “SWEEP” a tutti i nodi esistenti col comando “ALL EXISTING”, poi dare il comando “END LIST(#)”.
 +Se lanciassimo il calcolo adesso saremmo potuti incorrere in errore, in quanto vi sono parti della struttura non posizionate univocamente nello spazio.
 +Bisogna, quindi, inserire un vincolo cinematico interno:
 +
 +''LINKS-->INSERTS'' 
 +
 +Gli inserti stabiliscono che alcuni nodi devono muoversi insieme a un punto materiale entro l’elemento.
 +Si devono definire delle entità “ospitanti”("HOST ENTITIES"). 
 +In questo caso, l’elemento piastra è l’elemento ospitante.
 +A questo punto, si aggiungono gli elementi:
 +
 +''ELEMENTS-->ADD '' e selezionare l’unico elemento, ovvero l’elemento piastra. Infine sempre "END LIST(#)".
 +Gli oggetti “ospitati” ("EMBEDDED ENTITIES") sono tutti i nodi di controllo del RBE2 che non sono vertici. 
 +''EMBEDDED ENTITIES-->NODES-->ADD'' e selezionare tutti i nodi di controllo dell’RBE2 interno che non sono vertici (dovrebbero essere 21 nodi).
 +Attenzione a non inserire i nodi controllati.
 +Per identificare gli inserti, dare il comando “ID INSERTS”.
 +A questo punto, lanciare il calcolo:
 +
 +''MAIN MENU’-->JOBS-->RUN-->SUBMIT(1)''
 +
 +Aprire il file del risultato con il comando “OPEN POST FILE”.
 +Si nota che le superfici inferiore e superiore si sono deformate.
 +Per rendere più evidenti le deformazioni delle due superfici, si potrebbero creare delle “pellicole” di tipo “membrana” da attaccare ad esse.
 +Chiuso il file dei risultati, ritornare al menu principale:
 +''MAIN MENU’-->MESH GENERATION--> ELEMENTS-->ADD'' e aggiungere degli elementi quadrilateri a quattro nodi.
 +Partendo dall’angolo in basso a sinistra sulla superficie superiore (TOP), selezionare un solo elemento quadrilatero, che poi verrà duplicato.
 +Duplicare l’oggetto ottenuto 4 volte in x, 4 volte in y e 2 volte in z.
 +Entrare nel menu”DUPLICATE”:
 +Bisogna duplicare per traslazione; scegliere come passo di traslazione 0.5 lungo x, 0 in y ed in z ed impostare 3 ripetizioni. A questo punto, selezionare la pellicola costruita.
 +Duplicare poi per traslazione i 4 elementi ottenuti con passo lungo y di 0.5 e 3 ripetizioni. Si sono ottenuti, in tal modo, gli elementi della pellicola superiore.
 +Duplicare, infine, al BOTTOM gli elementi ottenuti al top per ottenere la pellicola inferiore (con una sola ripetizione).
 +Per distinguere l’elemento piastra dagli elementi membrana, andare nel menu”PLOT” e selezionare “SOLID” nella voce “ELEMENTS.
 +In tal modo, è possibile visualizzare la piastra e le due membrane.
 +A questo punto, bisogna assegnare alle membrane e alla piastra le proprietà del materiale.
 +In particolare, si suppone che anche le due piastre siano in alluminio, in modo da avere le stesse tensioni a parità di deformazione.
 +E’ opportuno fare poi uno SWEEP di tutti i nodi:
 +
 +''MAIN MENU’-->MESH GENERATION-->SWEEP-->ALL EXIST.''
 +Successivamente, si definiscono le proprietà geometriche per le membrane
 +
 +^ **Autore/Revisore**        ^ **Ore**  ^
 +| Lorenzo Esposito | 7        |
 +| Emmanuele Frasci     | 7        |
 +| Francesco Nanula         | 7        |
 +| Revisore 1                      |
 +| Revisore 2                      |
 +| Revisore 3                      |
 +| **Totale**             |21     
  
  
wikitelaio2017/appunti_lez015.txt · Ultima modifica: 2017/05/18 09:15 da 233615